Osteopatia a Lampedusa: Promozione di Salute per chi salva la Vita

Osteopatia a Lampedusa: Promozione di Salute per chi salva la Vita.

189.741 migranti soccorsi fino ad oggi in mare al largo di Lampedusa.
815 interventi in mare aperto.
Da 700 a 1000 Militari coinvolti.
Sono i numeri dell’Operazione Mare Nostrum, iniziata nel 2013, ora sostituita con l’operazione Triton, i cui costi, 3 milioni al mese, sono a carico dell’Unione Europea, ma la fatica è tutta Italiana.

L’argomento è di stretta e drammatica attualità e coinvolge tutta Europa.

Eppure troppo spesso, a parere degli autori, il tema “Lampedusa” è affrontato solo sotto l’aspetto politico e istituzionale, dimenticando l’enorme stress a cui i nostri uomini sono sottoposti per portare avanti un compito certamente non facile. Del tema si è occupato nei giorni scorsi un importante quotidiano nazionale dando all’articolo un titolo eloquente: “Migranti, soccorriamo anche i Soccorritori”. L’Autore dell’importante articolo, un vero esperto in materia di soccorso in mare: il Contrammiraglio in pensione Vittorio Alessandro.

“Navi e Motovedette – scrive l’Ammiraglio – depositano di continuo il carico di naufraghi e ripartono appena finito il rifornimento con turni di rotazione relativamente limitati.” Insomma, per i Militari, grande fatica e stress. Non solo fisico.

Il CPO Comitato Promotore dell’Osteopatia ha scelto, grazie ai buoni uffici del Presidente Avv. Maria Teresa Bbergamaschi, di farsi carico del problema cercando di dare una mano per non lasciare soli i Militari, per quello che può essere possibile fare per noi Osteopati e Studenti di Osteopatia.

È nato così il Progetto di Missione a LampedusaOsteopatia a Lampedusa: Promozione di Salute per chi salva la Vita, Progetto ideato e patrocinato dal CPO (Comitato Promotore dell’Osteopatia) rivolto al corpo della Guardia Costiera di Lampedusa impegnato giornalmente al recupero dei dispersi in mare. Ecco che allora appaiono altri numeri per Lampedusa:

Giornate di Missione:                         25      (da Novembre 2014 a Settembre 2015)

Militari Coinvolti (fino ad ora):       126     (15%)

Militari Trattati più di 1 volta          32

Tutor Osteopati coinvolti                 10

Tirocinanti Osteopati coinvolti        18

Il Progetto si è configurato sul periodo di un anno (da Novembre 2014  fino a Ottobre 2015), mediante dieci incontri di circa tre giorni, a cadenza mensile, che hanno permesso al Gruppo degli Operatori Esperti di Osteopatia di avere un quadro delle problematiche dei Militari. Lo stress dei ripetuti soccorsi, la vita di bordo, la navigazione con ogni tipo di mare, provocano inevitabilmente disagi e problemi di ogni tipo. Ce ne siamo resi conto insieme al Comandante Cannarile che ci ha mostrato le modalità di lavoro dei suoi uomini a bordo delle motovedette. Sono state coinvolte diverse Scuole di Osteopatia in Italia e tra queste S.Os.I., C.R.O.M.O.N. e C.R.E.S.O., tutte aderenti al CPO e a CONFOSTEOPATIA.

Ogni Incontro Operativo prevedeva un breve colloquio per inquadrare il tipo di stress operativo a cui il Militare è stato sottoposto e indagare sulla presenza di dolori, disfunzioni, malessere in generale e perdita di energia o spossatezza. Ma più che fare un resoconto tecnico o scientifico, difficile per molti motivi, con quest’Articolo intendiamo descrivere e condividere le emozioni personali e professionali di questo piccolo ma importante Progetto che ha permesso all’Osteopatia, Professione di Promozione di Salute, Tradizionale, Complementare e Alternativa (così è definita dall’OMS), di rendersi utile e sostenere Benessere e Salute di chi vive giorno e notte ai limiti umani, fisici e psichici.

Quello che accade nelle piccole stanze della Caserma della Guardia Costiera di Lampedusa è davvero “un Miracolo”. E proprio “Miracolo” è stato definito da alcuni dei giovani Militari (Imbarcati, Operativi, Sommozzatori) che hanno avuto modo di sottoporsi alle sedute di intenso e bellissimo lavoro “Osteopatico”! In media, un ogni Missione, Osteopati e Tirocinanti hanno effettuato dai 10 ai 20 trattamenti Osteopatici sui Militari. Ogni incontro, dopo le prime Missioni che sono servite a “conoscerci” (molti non avevano mai sentito parlare di Osteopatia o la consideravano una specie di Fisioterapia o, al contrario, qualcosa di magico come la Pranoterapia) iniziava con i ringraziamenti dei Militari per il nostro lavoro Osteopatico rivolto proprio a loro. E noi, in risposta, ringraziavamo loro per il lavoro che svolgono, spesso soli e poco considerati dall’Italia e dall’Europa. Tutto si è sempre svolto in un clima di simpatia, grande cordialità e reciproco rispetto delle competenze di ciascuno.

Riportiamo alcune delle frasi che sono emerse nei colloqui prima, durante e al termine dei trattamenti:

– mi sono passati effettivamente i dolori (A.V. 27 anni)

– recupero più in fretta, anche se mi capita un nuovo trauma (B.C. 29 anni)

– con voi passo un po’ di ore in modo diverso (C.Z. 32 anni)

– non mi sembra vero che posso occuparmi un po’ di me stesso (P.V. 26 anni)

– mi sento coccolato (R.B. 44 anni)

– mi sento più libero (G.J. 24 anni)

– riesco almeno per un’ora a non pensare e a sciogliere le mie tensioni (A.L. 43 anni)

– è un’iniziativa bella, perchè pensata e rivolta esclusivamente a noi (C.S. 41 anni)

– gli altri Militari, già trattati da voi, ne parlano troppo bene e ho voluto provare anch’io (F.G. 32 anni)

– ora è finita, ma non vedo l’ora che tornate (E.R. 43 anni)

Noi siamo qui, a fare gli Osteopati come se ci trovassimo in Città o nei nostri Studi, ma troviamo “sacri impattati”, “lombari dolenti”, “ginocchia bloccate” e “temporo-mandibolari sofferenti”. E durante i trattamenti ci raccontano di aver passato 28 ore in mare, forza 8, con onde alte 9 metri, come un palazzo di tre piani, seduti in un barcone di legno e gomma con dei sedili a forma di sella, con tutti i muscoli tesi per non cadere e sostenere gli altri vicino, salvare i migranti e cercare di non cadere in mare. Trattiamo i Tessuti, sciogliamo tensioni, aiutiamo a rilassare muscoli e fasce: ma il vero lavoro è profondo. Iniziano con il mostrarci punti precisi sul corpo, dove è presente il dolore fisico, ma poi comprendono che l’Osteopatia lavora su tutto il loro essere (fatto di Corpo, Mente e Spirito), e si lasciano fare tutto quello che serve.

E’ vera Osteopatia quella che con il CPO si mette in pratica a Lampedusa: Osteopatia del Corpo, della Mente e dello Spirito. Osteopatia sulla corazza del Sistema Muscolo-Scheletrico (traumatizzata, colpita, danneggiata, spossata), ma anche sul profondo dell’Animo più intimo e personale (schiacciato, compresso, ferito, in conflitto).

Molti durante la seduta iniziano a raccontare, ci hanno parlato della paura di morire:

P.V. Operativo 26 anni, è bloccato con la schiena (tratto lombare) e ha già in corpo due iniezioni di Voltaren e Muscoril fatte dai Medici Militari: “ho avuto davvero paura di morire”. E’ venuto venerdi ed è tornato di nuovo sabato. Abbiamo trattato il rachide, i diaframmi, gli psoas, le cicatrici: ma il suo problema è la frammentazione che ha vissuto e ora: “mi sento come spezzato”. Ci ha detto: “Io ero uno di quelli che diceva: “Ma che cosa vengono a fare gli Immigrati qui?” Ma ora li ho visti, li ho visti morire… non dico più così, dobbiamo aiutarli, speriamo che i politici trovino una soluzione, ma intanto noi dobbiamo aiutarli”. E ancora: “Non posso e non voglio nemmeno lamentarmi io: loro stanno giorni interi senza mangiare e senza bere, su quel mare traditore”.

Ci hanno parlato del senso di rabbia ma anche della gratitudine, della gratificazione che provano: R.B. Operativo di 44 anni, che lavora da 18 anni a Lampedusa ci ha detto: “tutti si ricordano di noi, dei migranti e di Lampedusa solo quando c’è qualche casino in Televisione: ma noi, qui, siamo in mare tutti i giorni. Siamo la frontiera d’Italia e d’Europa”. E’ la pura verità.

Ci hanno parlato del senso d’impotenza: V.L. Operativo di 41 anni ci ha detto: “arriva una telefonata dalla Patria (il suo telefono aveva appena squillato…) e noi, che oggi siamo in riposo, dobbiamo partire ed andare a farci giorni e notti in mare… e ci andiamo, perchè è giusto e ci dobbiamo andare e li dobbiamo aiutare, certo che serve… ma a che serve, se non si fa qualcosa di politico…: più vicini alla Libia li andiamo a prendere, più noi soffriamo e rischiamo, più però riusciamo a salvarne, quindi va bene… ma poi, più gli scafisti ne mettono in mare…”

E cercano di far sembrare normale quello che normale non è, e non sarà mai: quello che è assurdo e inumano. Molti di loro mostrano una corazza da uomini forti, che apparentemente li difende dal dolore e dalla rabbia. Non sono solo affaticati, sono prostrati da quello che hanno dovuto vedere, dall’impotenza di chi sa che, anche se si adoperano fino allo stremo per salvare una vita… domani torna tutto come prima (accade da anni e va peggiorando)…, dalla rabbia di chi sa che non può fare niente se non obbedire, dal senso di colpa per non essere riusciti a salvarla, quella vita, raccolta poi dai sommozzatori nel fondo del mare. La nostra impressione (da Osteopati) è che questa corazza che si sono costruiti addosso, sia una falsa protezione che oggi li aiuta a “resistere”, ma un domani potrà essere causa e concausa di molti blocchi somato-emozionali, distonie neuro-vegetative con manifestazioni possibili sul corpo e sulla psiche.

E sul loro corpo abbiamo sentito tanto dolore, rabbia, senso di colpa, senso d’impotenza, tristezza, stanchezza, voglia di essere altrove… ancora più che contratture, infiammazioni, listesi, periartriti. Diaframmi, Bilancieri, Torace, Cuore, Fegato, Vago, Cranio, CV4, Seni Venosi, Sistema Fasciale: l’approccio Massimalista (che agisce in modo generale, sulle capacità di compenso) si è rivelato più prezioso e necessario o comunque preparatorio ad ogni approccio Minimalista (che agisce in modo specifico, sull’area in disfunzione).

Abbiamo scoperto, lì, con loro sdraiati sui nostri lettini, che l’Osteopatia sa cosa fare per loro.

Che è davvero la cosa giusta per loro.

Una delle cose giuste.

E’ davvero preziosa questa possibilità che l’Avv. Maria Teresa Bergamaschi (attuale Presidente del CPO) ha reso possibile: portare l’Osteopatia in mezzo a chi salva la vita. È pura Osteopatia, quella che si fa a Lampedusa, proprio quella di cui parlava il Fondatore dell’Osteopatia Andrew Taylor Still D.O. quando diceva ai suoi discepoli in punto di morte “Mantienila pura…!”, che si affianca alle diagnosi mediche, alle cure farmacologiche, alla riabilitazione… ma non ha niente a che fare con queste: è complementare alle Professioni Sanitarie perché è “Promotrice di Salute e di Benessere”.

Fino ad ora tutti i Militari sottoposti ai trattamenti Osteopatici, dal primo all’ultimo, si sono detti sodisfatti dell’iniziativa e ne hanno auspicato il proseguimento anche nei mesi a venire.

Noi, come CPO Comitato Promotore dell’Osteopatia e come Osteopati, ne siamo felici e stiamo cercando di riattivare il Progetto “Osteopatia a Lampedusa” chiedendo aiuto agli Osteopati e alle Scuole di Osteopatia d’Italia, per attivare un Servizio di Osteopatia mensile, gratuito e regolare presso la Guardia Costiera di Lampedusa, anche oltre la scadenza di Ottobre 2015.

A questo proposito, ricordiamo che il Progetto “Osteopatia a Lampedusa” (gratuito per i Militari che operano a Lampedusa), è totalmente autofinanziato dal CPO, dalle Scuole di Osteopatia che aderiscono e dagli Osteopati e i Tirocinanti che operano a Lampedusa (necessariamente di sesso maschile), che si fanno carico interamente delle spese di viaggio e vitto, ricevendo quado possibile alloggio presso le strutture della Caserma in Lampedusa (vicino l’Aeroporto).

Il Progetto “Osteopatia a Lampedusa” è seguito da Marco Forlani D.O., in qualità di Responsabile Progetto Formativo: è in atto un programma di raccolta dati per analizzare l’impatto dell’Osteopatia nella promozione della salute del personale che opera continuativamente in situazioni di emergenza.

Da quanto rilevato in questa prima fase sperimentale del Progetto “Osteopatia a Lampedusa: Promozione di Salute per chi salva la Vita”, è possibile ritenere che il Trattamento Manipolativo Osteopatico OMT possa svolgere un ruolo Socio-Economico di notevole interesse per la Guardia Costiera di Lampedusa, anche semplicemente velocizzando il recupero post-traumatico e riducendo le giornate di inattività e assenza dal lavoro, a causa del dolore e delle disfunzioni.

Un ringraziamento speciale va al Capitano Cannarile, che assieme alla Dott.ssa Maria Teresa Bergamaschi e a Marco Forlani D.O. hanno reso possibile questa iniziativa, a tutti i Militari del Corpo della Guardia Costiera di Lampedusa, a tutti gli Osteopati e Tirocinanti che si sono lasciati coinvolgere e a tutta la popolazione di Lampedusa, che si è sempre dimostrata buona, ospitale, accogliente ed espansiva.

A cura di: Andrea Rizza, Marco Forlani, Paola Sommaiuolo, Giusva Gregori, Paolo Zavarella

Per info: info@airop.it

 


Il” bone setting” e l’osteopatia, il passato non si dimentica.

Il” bone setting” e l’osteopatia, il passato non si dimentica.
Di Giusva Gregori

Il podio per l’arte e la filosofia del trattamento manipolativo va dato, senza dubbio, a coloro che “aggiustano le ossa”. La tradizione ci dice che l’” aggiustamento delle ossaesisteva già in tempi remoti. In Germania, Boemia, Inghilterra, Scozia, Galles, New England, Carolina e in Virginia, abbiamo una diretta testimonianza di esperti “bone setters”. Questi erano uomini che avevano assolutamente “divorziato” dalla professione medico-sanitaria, e che usavano il metodo dell’“aggiustamento delle ossa” come mezzo per trattare alcuni dei cosiddetti mali incurabili. Molti dei “bone setters” lavoravano nell’anonimato. Nessuno di loro era un letterato e quindi la nostra conoscenza, riguardo i loro metodi, è questione di storia. I principi fondamentali del bone-setting erano due:

A. Trattare le grandi articolazioni che diventano rigide.

B. Applicare il principio di mobilità.
La tecnica del bone-setting, o trattamento, era rapida, con movim
enti veloci insieme a trazioni, in alcuni casi con aggiunta di “strattoni” o “strappi forzati”, ma mai sino al punto di rottura. In origine il lavoro del Dr. Still era praticamente quello del bone-setting.
Tant’è che viene evidenziato nelle scritture del “Naturopath”( Dicembre 1902), insieme a Palmer per la Chiropratica ed a Smith per la Naprapatia.
Nel Naturopath si legge:
“l’osteopatia insegnata dal Dr. Still non include diete, idroterapia, suggestione o altre misure naturopatiche. Il promotore di un sistema è il suo fondatore, non i suoi seguaci, e nel rispetto del fondatore, devi aderire, tecnicamente e nel pensiero, almeno, alle dottrine del buon vecchio bone-setter, ovvero l’aggiustamento delle articolazioni, del posizionamento alterato delle ossa e la stimolazione di certi centri nervosi che è tutto quello che poi l’osteopatia afferma di essere, originalmente, etimologicamente, razionalmente e praticamente”.

In opposizione a queste scritture va detto che nessun sistema di filosofia, religione o promozione di salute e benessere è mai stato mandato dal Paradiso già pronto o completamente evoluto. Ogni sistema ha un origine, uno sviluppo e una regolare evoluzione, l’importante è evolvere nel rispetto dei principi fondativi.
Senza dubbio il Dr. Still era originalmente un bone-setter. Acquisì abilit
à nell’impostare dislocazioni. Il Dr. Still si differenziò dai bone-setter perché non si fermò esclusivamente al concetto della dislocazione. Dal concetto di aggiustamento, Still comprese che la mobilità e la libertà articolare doveva essere la caratteristica di ogni “giuntura” del corpo, è che queste caratteristiche forniscono la base per una condizione di salute e malattia del corpo. Il corpo, in altre parole, deve essere considerato come un meccanismo perfettamente articolato.

Da questo concetto di meccanismo articolato, si comprendono i concetti che vedono la relazione reciproca di tutti gli organi e tessuti del “sistema corpo” con tutte le articolazioni della struttura scheletrica. Quindi, il più piccolo spostamento o alterazione nelle articolazioni, legamenti o muscoli interferisce con i vasi sanguigni e le fibre nervose. Il risultato di questa interferenza è l’ostruzione delle forze vitali e quando ciò accade si sconvolge la produzione di energia e si entra nella fase della malattia.

Il lavoro del bone-setting era basato su questo principio e le sue tecniche erano mirate a rimuovere l’ostruzione al fine di “rilanciare la funzione” degli organi e dei tessuti, ricevere il loro normale calore, energia e rifornimento nutritivo cosi da promuovere la condizione di benessere.
Dobbiamo ammettere che la figura del bone-setting rappresenta il pilastro fondativo delle scienze manuali complementari e non solo.

Perché?

Perché i bone setter si preoccupavano delle “giunture” e dei loro movimenti, è vero che non si preoccupavano della globalità individuale in modo diretto, ma indirettamente, senza considerarlo, lavoravano su tutti quei principi che oggi per noi rappresentano mente corpo e spirito. Come lavoravano?
Localizzavano la riduzione o la “dislocazione”, condizione per i bone-setter, associata al principio di “dolenzia, algia, sensibilità alterata” (tenderness), solitamente intorno alla giuntura da manipolare.

La tecnica del bone-setter consisteva in:

  1. Localizzare il punto tenderness
  2. Posizionare il pollice su questo punto e applicare una forte pressione
  3. Afferrare la porzione distale dell’arto e ruotarlo sul suo piano di mobilità più libero inibendo la resistenza muscolare
  4. Applicare flessioni ed estensioni nella direzione della maggior resistenza articolare

Effettuare il movimento contrario fino a quando la resistenza o dislocazione si riduce, solitamente con un suono simile ad un “click”.

Congresso Internazionale di Osteopatia Animale e Benessere Animale BECAM 2.0

Congresso Internazionale di Osteopatia Animale e Benessere Animale BECAM 2.0
di Giusva Gregori 

Sono già partiti i preparativi per BECAM 2.0 Animal Osteopathy & Wellness, il Congresso Internazionale di Osteopatia Animale e Benessere Animale che si terrà il 29 e 30 settembre 2018, a Roma, presso Hotel Relais Castrum Boccea. Organizzato da EDUCAM Istituto di Formazione in Medicine Complementari e Alternative (www.educam.it) e patrocinato dai maggiori enti di settore a livello nazionale e internazionale, unico nel suo genere, ha l’obiettivo di proporre l’evidenza e l’efficacia dell’Osteopatia Animale applicata ai volatili, agli equini, ai rettili, agli elefanti, ai piccoli animali esotici a quelli di compagnia, in sinergia e complementarietà con le Discipline del Benessere Animale. Due giornate con 24 relatori di fama internazionale, 7 sessioni in sala plenaria e 12 workshop pratici. Il Congresso si conferma l’appuntamento più importante nel panorama internazionale per Osteopatia Animale e per le discipline del Benessere Animale. Accreditato ECM per tutte le professioni sanitarie, BECAM 2.0 presenta un ricco programma dedicato alla promozione di salute e benessere dell’animale. Il Congresso è rivolto a Esperti in Osteopatia Animale, Medici Veterinari, Osteopati, Medici, Odontoiatri, Fisioterapisti, Biologi, Psicoterapeuti, Professionisti Sanitari, Professionisti CAM, Educatori, Addestratori, ma anche a tutti i professionisti del Settore Animale, dallo sport alla nutrizione, all’estetica e a tutti coloro che hanno interesse professionale, didattico, personale nell’ambito della promozione del Benessere Animale. Direttore Organizzativo e Responsabile del Progetto è Giusva Gregori. Direttore Scientifico Alessio Iacopini D.O. La Segreteria Scientifica è curata dal Comitato Scientifico del Provider A.I.R.O.P., dal Dipartimento Ricerca EDUCAM e diretta da Alessio Iacopini D.O., Davide Dariva D.O., Benedetta Nesti Medico Veterinario, E.O.A. Regista della Segreteria Organizzativa è Cristina Beltramo. E’ inoltre presente una commissione scientifica composta da ricercatori e clinici specialisti del C.O.ME Centre for Osteopathic Medicine Collaboration, che visioneranno e valuteranno gli abstract ed i poster che arriveranno. La selezione degli abstract, che verranno presentati durante il congresso, sarà basata su una serie di criteri: evidenza dei risultati presentati, rilevanza dell’ipotesi, implicazione dei metodi applicati e rilevanza applicata all’ambito clinico. Inoltre, tutti gli abstract accettati verranno pubblicati sulla pagina ufficiale del congresso. www.congressieducam.it/becam2 Inviando un poster o un abstract c’è la possibilità di poter essere selezionati e vincere un premio dal valore di €500 in servizi erogati da EDUCAM. Ma che cosa è l’Osteopatia animale? L’ Osteopatia Animale, a volte “erroneamente” chiamata Osteopatia Veterinaria, è praticata da oltre 20 anni a livello europeo. Nasce dall’esperienza di esperti in osteopatia, francesi e inglesi, che nel corso degli anni hanno sviluppato conoscenza dell’anatomia, della biomeccanica e della fisiologia animale. In seguito, negli anni 90, in collaborazione con alcuni veterinari hanno perfezionato i principi e le tecniche sugli animali delineando i primi percorsi formativi per quella che poi sarebbe divenuta la figura dell’Esperto in Osteopatia Animale. Il termine Osteopatia Animale racchiude tutta la materia teorica e pratica orientata allo studio, alla valutazione e normalizzazione dei macro e micro movimenti attivi e passivi dei tessuti superficiali e profondi, dei fluidi, delle aree intra ed extra-articolari, legamentose, aponeurotiche, fasciali, nervose, vascolari, durameriche, linfatiche, viscerali e dei ritmi biologici involontari dell’Animale, a qualsiasi razza e specie esso appartenga, essa considera l’animale in maniera sistemica come un’unica unità funzionale, andando ad attivare attraverso tecniche manuali tutti quei meccanismi di autoguarigione insiti in ogni individuo. I campi di applicazione dell’osteopatia animale sono

molteplici e vanno dalla prevenzione al trattamento di disturbi dell’apparato muscolo scheletrico, funzionale viscerale, ma anche del comportamento dell’animale. Inoltre è utile nella riabilitazione postchirurgica. Il tutto sempre in sinergia con le altre figure professionali che si occupano del benessere animale. Proprio per questo motivo BECAM 2.0 non si occuperà esclusivamente di Osteopatia Animale ma anche di Benessere in sento globale, tra le discipline che saranno trattate ricordiamo, la nutrizione, lo sport, l’estetica, lo shiatsu, la relazione e comunicazione animale e persona, primo soccorso, massaggio, Animal Reiki, Dog Balance Fit, I.I.A (Interventi Assistiti con gli Animali). Una sessione sarà dedicata all’integrazione con la Medicina Veterinaria. Saranno presentate inoltre workshop di attività di interesse sociale svolte con l’indispensabile aiuto degli animali (Allerta Diabete, Salvataggio in Mare, Soccorso Terremoti). Da quanto detto fino ad ora, si può evincere come scopo finale delle due intense giornate sia, attraverso il percorso tra le varie sessioni di osteopatia animale e le discipline del benessere, porre l’evidenza sull’importanza del confronto continuo tra le varie figure professionali del settore, e sulla necessità di un approccio olistico, complementare e sinergico nel quale l’animale venga considerato parte integrante di un’unica unità corporea, il tutto per raggiungere uno stato di benessere fisico-psichico in completa armonia con l’ambiente che lo circonda.

http://www.clanto.eu/public/pdf/20180722163648_PMS_7_18.pdf?fbclid=IwAR3MCwdUljFMY9IzhYUpyiOI3g4pR- W68OeJA6uLZmaHDHW8AOgQ0kAKUZc

Pubblicato su Pianeta Medicina & Salute. Anno II – N° 7 Luglio/Agosto 2018

A.I.R.O.P. ed EDUCAM al 2° Congresso Internazionale di Posturologia Clinica.

A.I.R.O.P. ed EDUCAM al 2° Congresso Internazionale di Posturologia Clinica.

di Manuela Anzini

Si è concluso ieri, domenica 3 marzo, il 2° Congresso Internazionale di Posturologia Clinica, iniziato venerdì 1 marzo 2019 a Roma presso il Centro Congressi Mercure Roma West.

Presidenti del congresso il Prof. Raoul Saggini (professore ordinario Medicina Fisica e Riabilitativa Università G. D’Annunzio www.rsaggini.it) e il Prof. Ciro Villani (chirurgo Ortopedico e Traumatologo, professore ordinario Università degli Studi La Sapienza www.cirovillani.com ).

Ad organizzarlo il Gruppo Editoriale s.r.l. www.gruppoeditori.com composto di un team con una lunga esperienza lavorativa nell’ambito della formazione medico scientifica. Il Gruppo Editoriale è presente su tutto il territorio nazionale, gestisce e organizza Master, Corsi di aggiornamento e formazione. Distribuisce libri online, con a disposizione un ampio catalogo.

Nel Novembre del 2017 il Primo Congresso Internazionale di Posturologia Clinica si svolse a Napoli.  Dopo il gran diffondersi delle conoscenze posturali e il conseguente utilizzo da parte di molti professionisti specialisti delle diverse branche sanitarie, il linguaggio si è molto differenziato e spesso il termine “disturbo posturale” è stato usato erroneamente. Il Ministero della Salute ritenne importante chiamare esperti in materia attraverso un decreto a firma dell’allora Ministro Beatrice Lorenzin, le cui indicazioni sottolineavano l’esigenza di percorsi formativi, diagnostici e terapeutici. I presidenti del Congresso, membri del gruppo ministeriale, sentirono quindi l’esigenza di organizzare l’incontro congressuale allo scopo di condividere esperienze con il fine ultimo di promuovere la salute e migliorare gli stili di vita.

http://www.gruppoeditori.com/uploadfile/brochure/BROCHURECONGRESSOCONSCHEDAISCRIZIONE.pdf

Il 2° Congresso Internazionale di Posturologia clinica, ha visto, gli stessi Presidenti orientare l’incontro sul focus dei piani riabilitativi e di prevenzione per limitare l’incidenza di disturbo posturale La costruzione di un algoritmo diagnostico, terapeutico e preventivo è stato quindi l’obiettivo di questo secondo congresso dove illustri relatori, rappresentanti delle più importanti scuole culturali internazionali che hanno affrontato nel corso degli ultimi vent’anni il disturbo posturale, hanno proposto delle interessanti soluzioni terapeutiche, portando il loro contributo culturale al fine di proporre in un Consensus Panel gli atti di inquadramento e di cura efficaci e indispensabili nel disturbo posturale.

La prima sessione del congresso, preceduta dal saluto dei presidenti e dell’ex ministro Beatrice Lorenzin, ha riguardato le RACCOMANDAZIONII MINISTERIALI nei vari ambiti medici e delle professioni sanitarie, la seconda sessione gli ELEMENTI FONDAMENTALI DELLA POSTUROLGIA quindi gli aspetti biologici, neurofisiologici, recettoriali, muscolocheletrici, strutturali e podalici. Infine la terza sessione che svoltasi tra sabato e

Manuela Anzini

I ferormoni e l’organo vomero nasale L’importanza dell’organo vomero nasale per gli animali e la sua regressione nella razza umana: piccole curiosità.

I ferormoni e l’organo vomero nasale L’importanza dell’organo vomero nasale per gli animali e la sua regressione nella razza umana: piccole curiosità.

di Paola Sommaiuolo D.O. E.O.A.

Il nome ferormone è stato coniato da P. Karlson e M. Luscher nel 1959; deriva dal greco: “pherein”, trasferire e “hormon”,eccitazione.

Essi sono prodotti chimici naturali utilizzati come canale di comunicazione fra individui della stessa specie.

I ferormoni sono presenti dai batteri ai vertebrati superiori.

Studi sulla comunicazione fero ormonale dei vertebrati hanno scoperto un sistema vomero nasale specializzato nell’individuazione di messaggi chimici distinto da quello olfattivo. Il sistema rileva “odori sociali”. I due condividono una funzione comune nel rilevare nell’aria le sostanze chimiche e nel trasmetterne la presenza alle strutture cerebrali che ne analizzano il significato.

L’azione dei ferormoni si esplica fra gli organismi e non solo fra organi come avviene per gli ormoni; l’escreto ghiandolare può essere liquido o gassoso e si riversa nell’ambiente esterno.

L’individuo della stessa specie che “capta chimicamente l’odore, sempre chimico”, è indotto ad una reazione specifica alterando il proprio modello comportamentale e fisiologico.

La concentrazione molecolare per cm. cubico è piccolissima, ma gli effetti sono estremamente risonanti; il loro meccanismo di azione è molto complesso perché possono agire come sostanze singole o in sinergia con altre.

Sono attivi o inattivi nelle varie fasi dei bioritmi, producono, a diverse concentrazioni, reazioni eversibili o irreversibili; possono essere condizionati da fenomeni di sommazioni temporali; e infine la stessa sostanza può avere diverso effetto a seconda della specie colpita.

Gli effetti che producono i ferormoni sono talmente tanti e tali che E. O. Wilson biologo americano, vincitore del premio Pulitzer per la saggistica, suggerisce di definirli secondo la qualità genetico adattativa della risposte.

    • Per la riproduzione: attraenti o afrodisiaci.
    • Per la nutrizione: stimolanti la ricerca del cibo per altri membri del gruppo.
    • Per le cure parentali verso i piccoli: regolatori, stimolanti o inibenti.
    • Per la difesa e il riposo: allarmanti e aggreganti.
    • Per l’organizzazione gerarchica sociale, ferormoni per l’aggregazione, o repellenti e disperdenti.

Nelle api i ferormoni dell’ape regina inibiscono lo sviluppo degli organi riproduttori delle operaie!

Per gli animali i summenzionati odori contengono informazioni dettagliate sulla mappatura spaziale, sull’accoppiamento, sulla gerarchia sociale, sull’avvicinamento e evitamento, mentre per gli uomini il sistema olfattivo è ora, in gran parte limitato al gusto. Confrontando la mappatura cerebrale umana dedicata alla vista rispetto a quella dell’odorato, è evidente che l’evoluzione ha selezionato la vista come il nostro maggior “senso sociale” a discapito dell’olfatto. Gli uomini usano una complessa informazione visiva e l’amigdala, inizialmente corteccia olfattiva, si è espansa moltissimo per valutare l’informazione visivo sociale.

L’organo vomero nasale è stato scoperto da Jacobson nel 1813; è situata alla base della cavità nasale. L’organo presenta una “pompa muscolare “che aspira le sostanze inalate dalla cavità nasale inviandole alla parte sensoriale dell’organo stesso. Le informazioni ricevute vengono inviate al bulbo olfattivo accessorio. Alcuni studi supportano l’idea che quest’organo si sia sviluppato durante il passaggio dalla vita acquatica a quella terrestre e che si sia specializzato in seguito.

Il sistema vomero nasale comprende: l’organo vomero nasale (o di Jacobson), Il nervo vomero nasale e il bulbo olfattivo accessorio. Questo complesso è stato scoperto in gatti, cani, cavalli, armadilli e scimpanzé. Nell’essere umano è presente durante la gestazione, ma scompare subito dopo la nascita.

Curiosità:

Il fenomeno del Flehmen (verbo tedesco che vuol dire incurvare) è quel particolare movimento che compiono ungulati, felini e alcuni mammiferi, per cui arricciano il labbro superiore e portano la testa in alto e dietro. Questa posizione consente di avvertire i ferormoni rilasciati da animali della stessa specie. Gli stalloni sono fra gli esemplari che assumono più spesso questo comportamento, le giumente lo attuano quando avvertono i fluidi del parto e i castrati sono quelli che meno lo impiegano.

Il “bombicolo” è il primo ferormone sessuale scoperto del baco da seta (il bombo) ed è stata la prima scoperta di una forma di comunicazione chimica fra gli animali. Fu scoperto da Butenandt nel 1959. Egli vinse il premio Nobel per il suo lavoro sugli ormoni sessuali, ma poté ritirarlo solo dopo la fine della seconda guerra mondiale perché il governo nazista gli impedì di riceverlo.

Il principale ferormone umano è l’androstadienone, presente nel sudore delle ascelle maschili. È stata studiata una certa fluttuazione fra i livelli ormonali femminili (l’aumento dell’ormone luteinizzante) e sono ancora in corso esperimenti fatti facendo annusare magliette sudate!!!!!

  1. B. Wilsonè il fondatore della sociobiologia, cioè lo studio dell’interazione fra eredità genetica e stimoli ambientali.

Studiò a lungo gli insetti e in particolare le formiche. A questo proposito nel 2010 scrisse un romanzo:” Anthill: a novel” che in italiano vuol dire “formicaio”, nel quale le formiche disquisiscono su esseri “Dei”, soprannaturali che sono gli uomini.

Bibliografia:

  • Enciclopedia Treccani
  • Edward Osborne Wilson
  • Karlson P. LUSCHER M. “Feromoni: un nuovo termine per una classe di sostanze biologicamente attive”.
  • Louis Cozzolino “Il cervello sociale. Neuroscienze delle relazioni umane” Ed. R. Cortina
  • Stahlbaum CC 1, Houpt KA. New York State College of Veterinary Medicine, Cornell University, Ithaca 14853. PMID: 2813545. [Indicizzato per MEDLINE]. “ll ruolo della risposta di Flehmen nel repertorio comportamentale dello stallone”.

 

 

Le esperienze plasmano il cervello. Perfettibilità e neurogenesi: un po’ di storia per incuriosirsi.

di Paola Sommaiuolo D.O. E.O.A.

Nel 1762 Jean Jaques Rousseau sosteneva che la natura fosse viva, avesse una storia e che si trasformasse nel corso del tempo.

Il nostro sistema nervoso, affermava non è statico ma, vivo e in grado di cambiare.

Nell’” Emilio”, il primo libro dettagliatamente scritto sullo sviluppo del bambino, sempre di Rousseau, egli affermava che l’organizzazione del nostro cervello è influenzata dall’esperienza e che, esercitando sensi e abilità, ne trarrebbe beneficio.

Scriveva Rousseau: “per capire un uomo osserva gli uomini e per comprendere gli uomini osserva gli animali; capirai allora la perfettibilità dell’essere umano. Alcuni mesi dopo la nascita, un animale è già quello che sarà per sempre, mentre l’uomo, con i suoi sensi, è in grado di cambiare e evolvere costantemente. Questo il concetto di “perfettibilità” di Rousseau, oggi lo chiamiamo “neuro plasticità e neuro genesi”.

Da Aristotele in poi, si pensò che le facoltà umane venissero regalate dalla natura, lo sviluppo mentale si otteneva utilizzando quelle facoltà e perfezionandole fino ad arrivare a un ideale di perfezione.

Quindi la grandezza di Rousseau fu quella di affermare che se l’uomo è dotato della facoltà di essere malleabile, non possiamo più essere certi di cosa significhi migliorare se stessi, proprio perché perfettibile.

Negli anni ’30 Il neurochirurgo Wilder Penfield del “Neurological Institute di Montreal” fu il primo che mappò i lobi cerebrali del sistema sensitivo e motorio.

Scoprì che toccando alcune aree cerebrali il paziente evocava ricordi lontani e immagini oniriche; queste mappature influenzarono studiosi di tutto il mondo e per molti anni si pensò che fossero fisse e immutabili ma, Penfield, non aveva mai fatto un’affermazione simile!

Di fatto l’uomo è un essere con un vissuto personale “condizionante” che può mettere in moto sempre le stesse risposte chimiche generate dall’esperienze stesse, ma, afferma Umberto Galimberti nella presentazione del libro di Enzo Soresi, “Il Cervello anarchico,” ed. Utet, “le nostre risposte agli stimoli si configurano come spinte generiche a meta indeterminata e non derivano dagli istinti.

…..  “noi non siamo dotati di istinto, per cui mi sento di affermare che anche il famoso istinto sessuale è così poco istintivo che, in presenza di una spinta sessuale posso concedermi tutta una serie di possibilità,………. Spaziare fra perversioni ………. e addirittura tendere ad una meta non sessuale, magari creando un’opera d’arte o volgendo quella spinta in chiave mistica”.

Di fatto il nostro comportamento può anche essere cablato dal patrimonio genetico personale e da quello specifico della nostra razza umana, ma poi, diventa soggetto agli stimoli dell’ambiente attraverso ciò che impariamo e sperimentiamo.

Siamo perciò “neuro plastici” e questo significa che attraverso un apprendimento costante, facendo nuove esperienze e modificando il nostro comportamento, siamo in grado di attuare un cambiamento (quando i condizionamenti non ce lo rendono impossibile) creando una sorta di dipendenza chimica che attua sempre gli stessi comportamenti.

Una nota di riflessione interessante e quello che rende “noi”, esseri appartenenti di diritto alla razza umana.

Ci racconta Bruce Lipton che osservando l’evoluzione del cervello umano, ci si rende conto che tutte le specie animali si evolvevano ingrandendo la loro massa cerebrale e i loro organi.

Trecentomila anni fa il cervello dei mammiferi raggiungeva l’apice della sua evoluzione e della sua funzionalità, ma la neocorteccia dell’uomo raggiunse una grande massa e una grande complessità in un periodo molto più breve rispetto agli altri mammiferi.

(La neocorteccia e’ l’area pensante e ragionante del cervello umano).

Quasi tutti i mammiferi videro aumentare la dimensione del loro cranio in modo proporzionale all’aumento della loro massa cerebrale, tranne l’essere umano, probabilmente perché la femmina avrebbe dovuto allargare il bacino per dare alla luce il suo “cucciolo”, ma, questo fatto l’avrebbe riportata a muoversi su quattro zampe.

La natura, probabilmente, compensò questo stato di cose facendo ripiegare il cervello in circonvoluzioni che nascondono il 98% della neo corteccia.

Ogni essere umano eredita ricordi genetici a lungo termine, codificati nel sistema nervoso. Ciò costituisce la base dalla quale partiamo tutti, Indistintamente, per apprendere. Questo ci annovera di diritto nella categoria “umani”. All’interno del nostro cranio sono contenute tutte le informazioni della nostra specie dall’origine fino ad oggi!

Paul Maclean è stato il primo scienziato che ha suddiviso il cervello in tre formazioni.

Ogni formazione ha una sua dimensione, forma, chimica, struttura, schema di funzionamento.

Esse rappresentano tre sotto periodi e tre “sotto cervelli”; ognuno con la propria intelligenza, memoria, e reattività alle situazioni spazio temporali:

Le tre formazioni sono Il cervello rettile con il tronco encefalico e il cervelletto. (Archipallio). Viene chiamato rettiliano perché costituisce la maggior parte della materia grigia nei rettili, rappresenta la zona istintuale di sopravvivenza estrema. Controlla la coordinazione e la propriocezione, cioè la percezione inconscia del movimento e dell’orientamento spaziale: è strettamente collegato al lobo frontale, l’area della programmazione intenzionale. Dopo aver appreso un’abilità specifica, essa è collegata al cervelletto, cioè memorizzata. Questo significa che può essere svolta automaticamente, vale a dire con una minima quantità di pensiero conscio.

Tutte le reazioni emozionali, le azioni ripetute, le abitudini e i comportamenti usuali, i riflessi inconsci con la possibilità di gestirli o no sono collegate al cervelletto.

Il cervello limbico o cervello mammifero (Paleopallio) molto evoluto nei mammiferi, è la sede del sistema nervoso autonomo involontario. Viene chiamato anche cervello emozionale e chimico, di conseguenza regola e controlla l’omeostasi.

Quattro sono le funzioni fondamentali del cervello medio: lottare, fuggire, nutrirsi, copulare (fight, flight, feeding, fornicating). Il cervello medio è quello delle quattro “F”.

Il Pericolo attiva il sistema autonomo che scatena la reazione lotta o fuggi che rappresenta la sopravvivenza: nota che il termine sopravvivenza indica qualcosa oltre la “vivenza.” e gli avvenimenti che hanno creato apprendimento hanno reso sempre più specializzati e perfetti i fenomeni di sopravvivenza

Il cervello nuovo o neocortex (neopallio), si è modellato attorno ai primi due cervelli, rappresenta l’area più evoluta ed avanzata, è sede della consapevolezza cosciente e ospita il libero arbitrio attraverso la capacità di razionalizzare e ragionare.

I nostri tre cervelli sono quindi la nostra eredità genetica evoluta nel corso dei millenni attraverso rete neurali di connessione, sono quelli che, come già affermato ci fanno ricordare di essere umani e solo umani!

 

 

Osteopatia Magazine

Osteopatia Magazine

di Manuela Anzini

Osteopatia Magazine è il primo periodico italiano dedicato interamente all’osteopatia. Esce con frequenza quadrimestrale nei mesi di Febbraio, Giugno e Ottobre. https://osteopatiamagazine.com/

Non lo troverete in edicola, ma presso gli studi dei più prestigiosi osteopati italiani e nelle Scuole di Osteopatia. Ovviamente EDUCAM, sempre attenta alla Ricerca e alla diffusione della conoscenza delle CAM non poteva mancare a questo appuntamento!

È possibile trovare, presso la sede EDUCAM ancora qualche copia del numero 4 (settembre-dicembre 2018) con interessanti contenuti tra i quali un articolo dal titolo “Autismo e Osteopatia” della Dott.ssa Raffaella Sala specializzata in Osteopatia Pediatrica e della Gravidanza e lo spazio speciale dedicato all’osteopatia animale in cui si parla della nostra Scuola EDUCAM IFOA. Presente inoltre un’intervista a Federico Coccia, presidente della Fondazione Bio-Parco di Roma e del Congresso organizzato da EDUCAM lo scorso settembre BECAM 2.0 Congresso Internazionale di Osteopatia e Benessere Animale.  https://www.congressieducam.it/becam2/

L’intero articolo è molto interessante sia per capire come prendersi cura dei propri animali sia per sapere come affidarsi alle mani giuste grazie alla spiegazione del percorso formativo che l’osteopata degli animali deve seguire per definirsi tale. Per informazioni più dettagliate https://www.educam.it/educam-ifoa-scuola-di-osteopatia-animale/

Nel numero 5 (Gennaio- Aprile 2019) altrettanti contenuti interessanti! Si parla di ipertensione oculare e di uno studio pilota che mette in evidenza come il trattamento osteopatico sia in grado di ridurre la pressione intraoculare e quindi possa rappresentare un tentativo di prevenzione del glaucoma, ma anche di osteopatia viscerale e colon, osteopatia pediatrica e cranio-sacrale e molto altro ancora

Troviamo infine un’intervista al Dott. Paolo Zavarella, Medico Chirurgo specializ

zato in Odontostomatologia e Osteopata, nonché Direttore insieme a Paola Sommaiuolo e Giusva Gregori dell’Istituto di formazione in Medicine Complementari EDUCAM, che tra le altre scuole vanta quella di Osteopatia EDUCAM S.O.I. https://www.educam.it/educam-soi-scuola-di-osteopatia-italiana

Oltre a spiegare il motivo che a partire dagli studi di Medicina lo ha portato ad interessarsi alle Medicine volte al benessere e alla promozione della salute, prima tra tutte l’Osteopatia, ci spiega come in lui convivano l’odontostmatologo e l’osteopata e come sempre in maggior misura l’odontostomatologo si serva dell’osteopata.

Parla poi dell’Istituto EDUCAM, ricordandone i capisaldi

  • Formazione
  • Clinica
  • Ricerca

E non manca di ricordare ciò che diceva Andrew Taylor Still, fondatore dell’Osteopatia

“Keep it pure!”

E la purezza non risiede nelle tecniche che evolvono, cambiano e si integrano, ma nella filosofia stessa dell’osteopatia, una filosofia che si orienta esclusivamente alla ricerca della salute.

Professionisti del benessere psicofisico tramite il massaggio, realtà o fantasia?

Professionisti del benessere psicofisico tramite il massaggio, realtà o fantasia?

di Tatiana Del Bello

Al giorno d’oggi, in un ambiente dove la varietà delle scuole di formazione per il massaggio occupa una grande fetta del nostro territorio, diventa difficile saper scegliere quella giusta, specialmente quando chi vuole intraprendere un percorso mirato al benessere non conosce, per mancata informazione, le normative che tutelano il lavoro del Massaggiatore.

Stabilire e divulgare  i requisiti di conoscenza, abilità e competenza che formeranno il Massaggiatore Professionista è di fondamentale importanza,  ogni scuola di formazione dovrebbe prenderne atto ed inserire all’interno del percorso di studi delle giornate informative su questo argomento, per questo la Scuola di Massaggio EDUCAM SIMI è in linea con la Normativa UNI 11713 che “definisce i requisiti relativi all’attività professionale del professionista del benessere psicofisico tramite il massaggio bionaturale”.

La Scuola Italiana di Massaggio Olistico Integrato nasce dalla scuola Educam circa 4 anni fa, con l’esigenza di offrire un piano di studi che fosse in regola con le nuove direttive, per questo si differenzia da tutte le altre scuole di massaggio perché ha come unico obiettivo una formazione continua e dettagliata.

Il mio ruolo come responsabile didattica e docente della scuola mi permette di essere a contatto diretto con gli studenti ogni giorno, in modo da poterli seguire anche nella loro pratica di tirocinio e nella formazione teorica, di risolvere i dubbi e le difficoltà che possono insorgere dopo i moduli effettuati, questo fa si che lo studente sia al centro dell’attenzione e seguito a 360°.

Il percorso  permette agli studenti di terminare il percorso formativo in un anno, suddiviso in 10 moduli da 2 giorni dedicati alla conoscenza e alla pratica di diversi tipi di massaggio come, il Massaggio Svedese che è la base di tutti i massaggi, il Massaggio Drenante che favorisce un buon drenaggio del corpo, il Massaggio Connettivale secondo il Metodo Dicke che permette di agire sia sulla muscolatura che sugli organi interni tramite il sistema dei riflessi, il  Massaggio Californiano definito il Re dei massaggi per quanto concerne il rilassamento, il Massaggio con oli essenziali e aromaterapia ottimo coadiuvante tra tocco del massaggiatore e azione degli oli essenziali, il  Massaggio Psicosomatico che aiuta la persona a prendere coscienza di se aiutandolo a gestire tutto ciò che può stressare il corpo, il Massaggio per il Wellness Sportivo e Applicazione di Taping utile negli sportivi, il Massaggio Decontratturante e Digitopressione che aiutano a ristabilire il rilassamento muscolare, il Massaggio in Gravidanza pre-post parto ottimo supporto alla donna in gravidanza sia prima che dopo il parto con delle manovre che aiutano sia la parte articolatoria che muscolare ed infine il  Massaggio del Bambino un ottimo rimedio per insegnare ai genitori quei piccoli gesti che possono rendere l’arrivo del neonato ancora più sereno.

All’interno del percorso di studi, gli studenti oltre ai moduli formativi dedicati al massaggio, incontreranno esperti in grado di accompagnarli, seguirli ed informarli, negli aspetti legali e fiscali dell’attività di massaggiatore.

Inoltre durante la formazione gli studenti sono obbligati ad effettuare tirocini sia all’interno della scuola, che all’esterno, tramite eventi di vario genere organizzati dalla scuola, questo per far si che alla fine del percorso si sentano in grado di poter iniziare la propria professione in totale tranquillità.

Al termine della formazione annuale sono previsti degli esami finali per verificare il raggiungimento delle abilità acquisite ed una volta superati gli esami si potrà accedere alla discussione della tesi che permetterà allo studente di ricevere le certificazioni necessarie per iniziare la sua attività.

Un percorso che resti in linea con delle normative REALI che tutelino il professionista come la Deontologia, Compiti e Conoscenze del Massaggiatore, Abilità e Competenze, e molto altro, non è FANTASIA, ma una REALTA’ che la nostra Scuola di Massaggio offre a tutti i suoi studenti.

https://www.educam.it/educam-simi-scuola-italiana-massaggio-integrato/

Note sull’Autrice

Tatiana Del Bello è Osteopata e Operatrice in Scienze Olistiche Bionaturali e del Wellness Sportivo. Responsabile  della Didattica della Scuola Italiana di Massaggio EDUCAM SIMI e responsabile del Centro CLINICAM e del Tircoinio degli Studenti delle Scuole di Massaggio e di Osteopatia. E’ promotrice e fautrice di progetti volti a diffondere la consapevolezza del benessere fisico nelle scuole primarie, ricordiamo tra i progetti “Quando i bambini fanno osteopatia” e “L’osteopatia non ha età”. E’ autrice per EDIZIONI A.I.R.O.P.

 

Il lavoro integrato del logopedista ed il pediatra e la valutazione posturale.

Il lavoro integrato del logopedista ed il pediatra e la valutazione posturale

di Luisa Vera e Luca La Mesa

Il nostro lavoro quotidiano di collaborazione professionale come Pediatra e Logopedista ha trovato un grande spunto ad una collaborazione ancora più fattiva grazie alla rielaborazione della nostra esperienza clinica ed al percorso di formazione effettuato presso il Master di Posturologia che si è concluso con la discussione della Tesi. “Bilanci di salute e monitoraggio posturologico in etá evolutiva; proposta di un protocollo integrato”.

Con la nostra tesi proponevamo l’integrazione dei bilanci di salute, fulcro dell’attività del pediatra di base, con elementi provenienti dalla posturologia clinica, recuperando cioè il fondamentale aspetto olistico nella valutazione clinica del bambino.  La collaborazione con la logopedista è stata fondamentale, nell’elaborare schede condivise per la prevenzione e l’intercettazione precoce dello Smof (squilibrio muscolare oro facciale) e per offrire spunti relativi all’intervento combinato in ortodonzia (morsi aperti, morsi crociati, etc) ed in otorinolaringoiatria (Osas), che come sappiamo hanno evidenti ricadute sull’acquisizione della postura in età evolutiva.

Il lavoro non si è concluso nell’elaborazione della tesi, ma, oltre ad una ricaduta pratica nella strutturazione della nostra attività lavorativa quotidiana è diventata spinta ad approfondimenti teorici ed applicativi:

  • Se la valutazione posturale, effettuata attraverso il Protocollo API®, è applicabile essenzialmente dagli 8 anni di età dalla nascita ai sette anni è necessario focalizzare la nostra attenzione sulla maturazione funzionale dei recettori e della loro integrazione reciproca, intercettando alterazioni funzionali. Non esiste tuttora ampia letteratura scientifica che abbia approfondito questi elementi, ma la strutturazione dei bilanci di salute, già così come è in atto, corrisponde a rapidi screening su tutti i recettori posturali.
  • La prevenzione primaria sulle abitudini viziate (ciuccio, biberon, girello etc.) è l’altro campo di possibile di intervento in collaborazione tra pediatri, logopedisti e posturologi.
  • Il lavoro di riabilitazione che abbiamo elaborato presso i nostri studi, ed integrato con una rete di professionisti già sensibilizzati alla globalità dell’individuo (ortodontisti, oculisti, ortottisti, logopedisti, fisioterapisti) ci ha permesso di portare avanti dei progetti di intercettazione, valutazione polispecialistica e presa in carico dal punto di vista riabilitativo.

A seguito di questo lavoro il sindacato F.I.M.P. Federazione Italiana Medici Pediatri (nella persona della segretario Provinciale) ha messo in contatto, il Dottor la Mesa, con la Commissione nominata presso il Ministero della Salute per stilare: ”Le Linee guida nazionali sulla classificazione, inquadramento e misurazione della postura e delle relative disfunzioni” pubblicata nel febbraio 2018. La collaborazione è continuata per la stesura del secondo documento di prossima pubblicazione dal titolo:” Disfunzioni posturali: raccomandazioni per la prevenzione diagnosi e la cura”, (I documenti prodotti dalla Commissione sono stati presentati nei due Congressi internazionali di Posturologia Clinica, ed è stata presentata una relazione, in collaborazione con il Prof. F. Macrì, sul ruolo del pediatra nella Prevenzione) Il lavoro con la commissione, ci ha consentito e spinto a continuare il nostro lavoro stilando schede di valutazione posturale idonee per varie fasi dell’età evolutiva ma soprattutto di proporre delle integrazioni, in chiave posturologica, ai bilanci di salute nazionali.

Ci si presentano a questo punto dei filoni di clinica, ricerca e divulgazione:

  • Per l’aspetto clinico abbiamo già integrato, nei bilanci di salute, una valutazione posturale semplificata che ci permette di intercettare eventuali disfunzioni posturali, con invii mirati agli specialisti competenti (Oculisti ed ortottisti, Ortodontisti e Logopedisti), una rivalutazione più approfondita, a distanza di 6 mesi, con una valutazione posturale più completa (Presso lo studio di Via Cassia 538 in collaborazione con La Dottoressa Annarita Maria LePera)  ed un eventuale intervento di Posturologia in collaborazione con fisioterapisti Specializzati in Posturologia.
  • Per quanto riguarda la ricerca stiamo seguendo dei filoni estremamente interessanti e proficui: l’evoluzione dello sviluppo neuro motorio del bambino interrelato con la maturazione funzionale dei recettori ed effettori Posturali a partire dalle ricerche portate avanti dal Professor Bricot in merito alla persistenza dei riflessi arcaici nella clinica posturologica.
  • La partecipazione ad un tavolo sulla Plagiocefalia in collaborazione con la FIMP Roma ed il Policlinico Gemelli, per proporre delle linee guida.
  • La presentazione di relazioni a congresso e la stesura di articoli scientifici.

Note sugli autori

Luisa Vera Laurea in Pedagogia e Logopedia, Master in Posturologia e Osteopatia integrata, Master in Neuropsicologia e Psicopatologia dell’apprendimento, Psicomotricista funzionale, lavora nella clinica e nella formazione dal 1993, Docente di logopedia al Master Psico-geriatria Università di Roma la Sapienza. Titolare dello Studio Domvs di Orvieto e Viterbo. http://www.pedagogiadomus.it

Luca La Mesa, Laurea in Medicina e Chirurgia, Specializzato In Puericultura, Specializzato in Psicoterapia Psicosomatica, Master in Posturologia ed Osteopatia integrata, lavora come pediatra di Base dal 1989 e formatore 0-3 per l’Opera Nazionale Montessori.

Nell’anno accademico 2015/2016 entrambe hanno partecipato alla 6°edizione del Master in “Posturologia e Osteopatia Clinica Integrata” con la direzione didattica dell’A.I.R.O.P. e la direzione del Prof. Gaetano Gigante, fisiatra, ortopedico e reumatologo e allora primario del reparto di Medicina Fisica e Riabilitativa del Policlinico Tor Vergata. 

 

Le ”Le Linee guida nazionali sulla classificazione, inquadramento e misurazione della postura e delle relative disfunzioni” sono scaricabili all’indirizzo http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2717_allegato.pdf